mercoledì 13 marzo 2013

In Italia, il Credito al Consumo, vale meno del "gioco d'azzardo"...

Qualche giorno fa, abbiamo letto un trafiletto, su un settimanale, su quanto ha "pesato", virgolettato non a caso, il mondo del "gioco" in Italia, lo scorso anno.

Dati, clamorosi, che, in breve, ci hanno portato a riflettere su quanto evidenziato nel titolo.

Ebbene, il mondo del Credito al Consumo, per intenderci, quello che ruota intorno alle associate Assofin, lo scorso anno ha fatturato poco più di 48 miliardi.
Il comparto, sembrerebbe così aver perso quasi il 12%, rispetto al già deludente anno 2011, riducendo ancor di più, il suo sostegno alla economia nazionale...

Sul mondo del Credito al Consumo, si possono fare infinite riflessioni. Si può dire che, per anni, non è stato un mercato maturo, si può dire che, soprattutto nel passato, sono state innumerevoli le irregolarità nella sua distribuzione. Si può dire molto, tutto quello che volete.
Ma, per certo, il Credito al Consumo in Italia, stava progressivamente colmando i ritardi con i mercati, cosiddetti, avanzati.
C'è da dire, che questa smania tutta europeista di confrontarsi con gli altri paesi, è oramai insostenibile.
Il mercato italiano, in ogni settore, compreso questo, ha innumerevoli specificità, che lo rendono unico, rispetto ai nostri più fortunati vicini...
Una specificità, su tutte, è l'italica smania di diventare proprietari, di una abitazione.
Una smania, legittimata da un mercato degli affitti, a dir poco, anomalo, anche grazie a tribunali, che rendono il diritto, nel nostro paese, una chimera... Piccole battute; fatti chiari, anche ai bambini italiani.
Bastano solo questi aspetti, che non sono gli unici, per comprendere il minor ricorso, degli italiani, al Credito al Consumo.
Gli sforzi di ogni famiglia italiana, da sempre, sono indirizzati verso la prima casa, che assorbe grandi risorse,e larga parte dei debiti privati.
E, non a caso, anche il nostro stato, ha spesso sfruttato questa nostra sconsiderata debolezza, come fonte di entrate straordinarie (IMU, bolli, e tante altre belle tasse) !!!
Ma non è questa, la riflessione che ci preme portare oggi, qui.

Un fatto incontestabile, è che il Credito al Consumo, sostiene i consumi interni e, di conseguenza, il nostro PIL. Quindi, un paese che investe, attraverso il suo sistema creditizio, nel settore, è per certo un paese che CREDE, e che punta, sul proprio futuro.

Negli ultimi anni, l'intero comparto, ha performato sempre peggio, arrivando, oggi, a livelli di perdite straordinarie, nei volumi erogati.
Quanto sia colpa e volontà dei singoli istituti, quanto sia colpa della situazione generale e quanto del legislatore, non sta a noi dirlo. Per certo, possiamo dire, che è un cane, che si morde la coda...
Meno Credito al Consumo, equivale a meno consumi; indirettamente, vuol dire meno PIL, ed il paese, continua nella recessione, sempre più grave...

Per certo, non possiamo biasimare i preoccupati consumatori: ogni famiglia, ha in questo momento il diritto/dovere, di sopravvivere, evitando quindi indebitamenti allegri o sconsiderati soprattutto, quando la capacità di creare e produrre reddito, è minata così fortemente dalla situazione generale.
Ma prima di arrivare a questo fermo, lo stato è intervenuto pesantemente con molteplici norme.
I risultati attuali, ci fanno ipotizzare che le strategie, semmai ne avesse poste in essere il legislatore, non sono state quelle giuste. Anzi, forse, sono state le peggiori iniziative che si potessero intraprendere, nei tempi e nei modi in cui le abbiamo viste...

In questi anni, il settore, è stato infatti bersagliato da una isteria normativa che ha prodotto, insieme alla proverbiale prudenza dei consumatori (se non il terrore, in questi ultimi mesi), un sostanziale tracollo, dei volumi erogati.

Non interessa, in questa riflessione, individuare le responsabilità, che pur ci saranno; dire se è più colpa delle autorità europee, che hanno tentato di uniformare mondi così distanti, o di quelle italiane, sempre pronte a recepire e male i principi ed i dettami europei.
Non interessa, qui, capire chi è più terrorizzato, tra gli istituti di credito ed i clienti.

Quello che ci interessa sottolineare, è che il mondo del Credito al Consumo, nel 2012, è arretrato a 48 miliardi di euro, in Italia, mentre il mondo dei "giochi", dei gratta & vinci, delle lotterie, delle slot machine, ha fatturato la cifra record di 80 miliardi di euro, con una spesa pro-capite, per circa 1550 euro !!!

Ricapitolando, l'Italia, NON crede più in se stessa, ma spera di rifarsi giocando ?!

Questo divario estremo, tra il mondo del Credito che sostiene i consumi, e quello del gioco, che sollecita e rastrella quattrini, spesso tra le fasce più disagiate della popolazione, è un divario monumentale tra la ragione e la follia, tra la logica e l'autodistruzione...

NON è, questa, una riflessione urgente che le nostre "autorità", dovrebbero avviare, su quanto normato negli ultimi anni ?!

Il cittadino, il consumatore, deve sempre mettere in campo meccanismi di auto-tutela; ogni buon padre di famiglia, deve vedere a lungo termine, su ogni questione, indebitamento compreso...
Ed il legislatore, in questi anni, ha avuto pari lungimiranza, presupponendo che poi, ne dovrebbe avere infinita di più dei singoli ?!

La risposta, è ovvia, e pone ben più gravi interrogativi, del tipo:
> Quale comparto, in questi anni, è stato agevolato, e perchè ?!
> Quale, invece, è stato ostacolato, disincentivato e bloccato, e perchè ?!

Il cittadino, deve cominciare a vedere questi dati, perchè portano a riflessioni, piuttosto angoscianti e drammatiche, su quanto visto fin qui.

48 miliardi, erogati per il Credito al Consumo; 500 provvedimenti di legge in 5 anni, nuove tasse per gli operatori, nuovi criteri per l'erogazione del credito, Basilea, aumenti di capitale ed accantonamenti imposti, di tutto di più a testimoniare di questa infelice decrescita, attuata a suon di norme e tasse.
Migliaia di licenziamenti, spesso di elevate professionalità perse, di cui nessun mass-media parla ...

80 miliardi, spesi per il gioco d'azzardo; con migliaia di nuove sale aperte ogni anno, pubblicità martellante, innumerevoli ed inutili commissioni parlamentari, solo per dire: abbiamo un problema.
Disagio sociale per molte famiglie (distrutte), disagio individuato dalle autorità, e sottaciuto, per il proprio tornaconto.

Un dramma, nel dramma, di questa Italia che da mesi, lancia il mayday.

Possiamo azzardare, dicendo che questo paese, non vuol credere;  ma vuol giocare !?
Questi dati, vi stimolano riflessioni diverse ?!
Avete una spiegazione logica, per questo scempio ?!
Parlatecene...
Caravaggio, I BARI, anno 1594 (circa)