lunedì 29 aprile 2013

In cinque anni, disoccupazione raddoppiata (Adnkronos/Istat)...

Il titolo, chiarisce in maniera inequivocabile, quale sia la situazione: in cinque anni, la la disoccupazione media è quasi raddoppiata (+82,2%) !

Una persona su due che cerca lavoro è al Sud, ma in percentuale l'incremento maggiore si rileva al Nord (+121,3%)

E' quanto emerge dalle elaborazioni dell'Adnkronos, sulla base degli ultimi dati pubblicati dall'Istat sulla media annuale del numero di persone in cerca di lavoro a partire dai 15 anni.

Secondo gli aggiornamenti dell'Istituto di statistica i disoccupati, nella media annuale del 2012, sono stati 2,74 milioni; un record storico da quando, nel 1993, è iniziato il monitoraggio. 

Esaminando su base annuale i dati, emerge che lo scorso anno si è registrato un boom del numero di disoccupati, che sono aumentati del 30,2% (+636.000 unità). 

La disoccupazione a livello nazionale nel 2012 è aumentata di 4,6 punti percentuali, rispetto al dato del 2007, con punte di 6,2 punti al sud, che portano il tasso delle persone in cerca di occupazione al 17,2%. 
Va meglio al centro e al nord, come sempre, dove si registrano rispettivamente incrementi del 3,8% e del 3,9%, che fanno salire il dato complessivo al 9,5% e 7,4%.

La situazione dei giovani appare catastrofica.
A livello nazionale le nuove generazioni senza occupazione sono aumentate del 15%, arrivando al 35,3%; l'incremento maggiore riguarda il centro (+16,8 punti), dove si raggiunge il 34,7% di disoccupazione. 

La situazione migliore, per i giovani, è invece al Nord, dove 'solo' uno su quattro e in cerca di lavoro (26,6%), con una crescita comunque sostenuta (14,5 punti). 

Per trovare dei dati generali che si avvicinino alle punte toccate lo scorso anno bisogna risalire al 1998, quando le persone in cerca di lavoro erano 2,68 milioni.

Dal livello minimo raggiunto alla fine degli anni Novanta è iniziata una lenta, ma progressiva riduzione dei disoccupati, che è proseguita fino al 2007, anno nel quale le persone in cerca di occupazione erano scese a quota 1,5 milioni, raggiungendo il minimo storico.

L'arrivo della crisi ha inghiottito tutti i passi in avanti fatti lasciando per strada, in cinque anni, 1,24 milione di persone in più.


Naturalmente, in questi dati, non si tiene conto del fenomeno "atipici", un nutrito gruppo di persone, che vive nella zona "grigia", tra occupazione e non occupazione, con innumerevoli rischi in più, di rimanere senza reddito...

Qualunque confronto con gli anni passati, insomma, dovrebbe tenere conto di questo fenomeno, relativamente nuovo; da questo tipo di contratti, infatti, si può uscire molto facilmente dal mondo degli occupati. O, in alternativa, si possono avere dei rinnovi che superano anche i dieci anni, è questo, quanto abbiamo spesso rilevato e che oggi si può quasi valutare, come fortunata prospettive...

Nel complesso, comunque, è quello occupazionale, il tema cruciale del momento; interferisce nel potere di acquisto e la sopravvivenza delle famiglie.
Inoltre, non solo la possibilità di percepire un reddito, ma anche quella, sempre più tangibile per gli occupati, di poterlo, repentinamente, perdere, è elemento di forte e diffusa preoccupazione...